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In Breve: Contro il terrorismo di stato sionista
Per l'autodeterminazione del popolo palestinese, per l'unione del proletariato palestinese e israeliano contro i loro sfruttatori, per un fronte unico proletario mediorientale contro ogni borghesia ed ogni imperialismo, per la rivoluzione, per il socialismo.
L' attacco da terra da parte dello Stato sionista di Israele, espressione di una borghesia espansionista e colonizzatrice, sta facendo l'ennesima strage tra le popolazioni civili di Gaza, “coadiuvato” in questo da una borghesia palestinese tanto spregiudicata quanto corrotta.
Hamas, pur non avendo alcuna possibilità di prevalere militarmente, usa i razzi in modo così stolto come mezzo per sollecitare finanziamenti e acquisire credito presso sponsor internazionali, alla faccia di quelle popolazioni che dice di rappresentare.
Articolo del 22.07.2014 postato da stradivari (2304 letture)



In Breve: 73 anni fa l'assassionio di Trotsky
Nel pomeriggio del 20 agosto di 73 anni fa l'agente stalinista Mercader colpiva alla testa con una piccozza il compagno Lev Trotsky. Il "viejo" rivoluzionario moriva il giorno successivo.
Articolo del 20.08.2013 postato da fda641 (2490 letture)



In Breve: Documento sul Governo Monti del Laboratorio Politico Iskra
Riportiamo un documento dei compagni del Collettivo Politico Iskra di Napoli sul governo e la nuova fase politica.

In questo documento, come Laboratorio Politico Iskra abbiamo tentato di analizzare gli ultimi avvenimenti e cambiamenti sulla scena politica nazionale e internazionale legati alla crisi sistemica che il capitale sta attraversando. Dalle considerazioni che seguono emerge a nostro avviso la necessità di rilanciare il tema dell’organizzazione autonoma di classe sia come strumento politico per riaprire una prospettiva di superamento dell’esistente, sia come punto di riferimento per le lotte, per il loro collegamento e il loro ampliamento: un’esigenza che si rende giorno dopo giorno sempre più necessaria.

Speriamo che la lettura di queste righe riesca nel suo intento di spingere tutti i compagni dell’area comunista e anticapitalista ad avviare una riflessione sui compiti immediati che la fase ci impone.

 

Berlusconi cade ma non si festeggia.

 

Dopo anni di scontri e di perenne conflittualità tra le due frazioni della borghesia nostrana, alla fine le élites finanziarie e le lobbies legate al grande capitale europeo hanno prevalso, forse definitivamente. Laddove non è riuscita ad arrivare la mobilitazione di classe, sono arrivati i veri rappresentanti del potere capitalistico. Ironia della sorte, a far cadere Berlusconi e a mettere in sella Mario Monti, presentato ai quattro venti come l’uomo della provvidenza e novello salvatore della patria, sono gli stessi che hanno portato l’economia mondiale sull’orlo del baratro.


Articolo del 05.12.2011 postato da stradivari (2560 letture)



In Breve: Bombardamenti di pace e portaerei umanitarie?

Ha fatto scalpore la notizia riportata dal Guardian del 9 maggio secondo il quale un'imbarcazione partita dalla Libia e andata alla deriva non è stata soccorsa nemmeno dopo essere stata avvistata da una grande portaerei della NATO.

Il fatto che la versione on-line del Guardian corregga leggermente la versione (non più un'unità della NATO, ma semplicemente europea) non cambia affatto la questione:
una nave da guerra che era sul posto "per soccorrere il popolo libico" ha lasciato morire di fame e di sete 62 delle 72 persone a bordo.

Articolo del 12.05.2011 postato da fda641 (2522 letture)



In Breve: 150° della borghesia italiana
Tra coccarde, fanfare, liturgie, ideologismi
e strumentalizzazioni elettoralistiche
si ricompone il quadro di una commemorazione di classe.
Una coccarda rosso sangue!
Articolo del 17.03.2011 postato da stradivari (2565 letture)



In Breve: Con la lotta dei lavoratori immigrati

Gli scioperi degli operai immigrati delle cooperative in Lombardia, il presidio davanti alla prefettura e poi la gru a Brescia, la salita sulla torre e il presidio permanente sotto la torre di via Imbonati a Milano… Il movimento dei lavoratori immigrati in Italia, facendosi varco tra mille difficoltà, sta compiendo i suoi primi passi importanti sulla strada dell’autorganizzazione nella lotta per i diritti e le condizioni di vita.

I compagni di Combat salutano la nascita di questo movimento e lavorano perché esso si espanda e abbia successo.

Articolo del 18.11.2010 postato da stradivari (2784 letture)



In Breve: 25 SETTEMBRE 1950 - 2010 RICORDIAMO IL COMPAGNO SERGIO SALVADORI, MARTIRE PROLETARIO VITTIMA DELLA GIUSTIZIA BORGHESE
Sessant'anni fa moriva nel carcere di Parma il compagno Sergio Salvadori, 28 anni, imprigionato innocente con l'accusa di favoreggiamento nell'omicidio di un marchese agrario fascista.
Articolo del 22.09.2010 postato da stradivari (726 letture)



In Breve: 10 LUGLIO 1945-10 LUGLIO 2010 65 ANNI FA GLI STALINISTI UCCIDEVANO IL COMPAGNO MARIO ACQUAVIVA
Casale Monferrato, 10 luglio 1945, ore 18 circa. Sul cavalcavia della stazione un impiegato, uscito dal lavoro dalla vicina azienda chimica Tazzetti diretto alla stazione per rientrare ad Asti, viene avvicinato da un uomo in bicicletta che, accertatosi della sua identità, gli spara sei colpi di pistola. Dileguandosi assieme ad un complice, lo sparatore grida “E’ un fascista! E’ un fascista!”. Trasportato moribondo in stazione, si scopre ben presto che il fascista in questione in realtà è Mario Acquaviva, comunista da sempre, dirigente del Partito Comunista Internazionalista.
Articolo del 10.07.2010 postato da stradivari (559 letture)



In Breve: I proletari palestinesi nella morsa della borghesia israeliana e non solo...

Israele ha respinto nel sangue la “flottiglia” che voleva portare aiuti umanitari e materiale edilizio a Gaza. La Turchia, la Francia la Spagna e la Grecia “condannano”, la Gran Bretagna e l’Italia “deplorano”, la Cina è “scioccata”, gli USA provano “rincrescimento” … L’ONU borbotta …

Noi comunisti non ci associamo a nessuna di queste linee imperialiste. I “pacifisti” ammazzati dagli israeliani, le migliaia di palestinesi massacrati da Israele (una pozza nel mare di sangue che ha inondato il Medio Oriente negli ultimi decenni) sono pedine di giochi molto più grandi di loro. La condanna e la lotta non deve fermarsi a Israele, ma coinvolgere tutto il sistema delle potenze, regionali e mondiali, per le quali la questione palestinese è solo un pretesto da usare cinicamente per i loro sporchi interessi.

Articolo del 04.06.2010 postato da stradivari (565 letture)



In Breve: GIOCHI DI GUERRA - I NAZIONALISTI STRILLANO, GLI INTERNAZIONALISTI TACCIONO. FINO A QUANDO?
riceviamo e volentieri pubblichiamo

d.e.

Non ci vuol molto a capire che con la brutale aggressione al convoglio pacifista “Freedom Flotilla” Israele vuole internazionalizzare il conflitto. Per capirci, Israele intende provocare una guerra generalizzata, che gli consenta di superare la situazione di stallo in cui è caduta in questi ultimi anni.
Di fronte all’aggressione, la Turchia non potrà restare con le mani in mano, l’Iran neppure e gli Usa non staranno a guardare ... E che cosa fa l’Italia? Che in Libano ha già un po’ di soldatini... Nell’attesa, i vari nazionalismi scendono in campo, per preparare i futuri schieramenti bellici.
Articolo del 01.06.2010 postato da stradivari (503 letture)



In Breve: onore comunista a mario noè
50 ANNI FA (APRILE 1960), MORIVA MARIO NOE', MAGNIFICA FIGURA DI COMBATTENTE RIVOLUZIONARIO
MILITANTE DI AZIONE COMUNISTA
Articolo del 07.04.2010 postato da stradivari (812 letture)



In Breve: GLS di Cerro al Lambro - Manganellate contro gli operai a difesa dello sfruttamento nell’illegalità

Ieri notte (12-13 febbraio) vi è stato il secondo sciopero alla GLS di Cerro al Lambro (logistica), da parte degli operai, al 100% immigrati.

Un folto gruppo di attivisti, tra cui operai immigrati di altri magazzini, ha dato manforte ai lavoratori GLS, formando un picchetto di un centinaio di persone per bloccare i TIR come già la scorsa settimana.

Questa volta squadre antisommossa di polizia e carabinieri hanno aggredito i partecipanti al picchetto a manganellate, provocando lesioni in testa a molti, e mandandone uno all’ospedale.

Non è strano che le “forze dell’ordine” vengano usate per infrangere la resistenza operaia, a sostegno degli interessi padronali; è sempre avvenuto e sempre avverrà, specie quando il movimento operaio è debole, finché lo Stato sarà l’espressione della classe dominante.

MA vogliamo far notare: qui lo Stato interviene a difesa di chi lo truffa quotidianamente, pagando in nero buona parte delle ore lavorate, evadendo imposte e contributi per milioni di euro. Il sistema nazionale della logistica è stato dato in appalto a centinaia di cooperative che sono in realtà associazioni a delinquere oltre che a sfruttare.

Articolo del 13.02.2010 postato da stradivari (832 letture)



In Breve: Con i dannati di Rosarno
2 mila e 80 anni fa su queste terre l’esercito di Spartaco, privo dei mezzi per collegarsi agli schiavi ribelli di Sicilia, preparava le sue ultime, disperate battaglie.

Negli anni Cinquanta del secolo scorso i braccianti della Piana di Gioia Tauro lottarono per migliori condizioni e per la terra. Gran parte di loro per migliorare la propria condizione fu poi costretta ad emigrare, al Nord, in Germania.

Da una quindicina d’anni altri migranti vengono chiamati nell’inverno a raccogliere le arance, spesso gli stessi che hanno raccolto i pomodori nell’estate in Campania e in Puglia, che hanno raccolto le olive nell’autunno – ma quest’anno tra quei neri raccoglitori si sono sentiti anche accenti bresciani e veneti, operai di fabbrica espulsi dalla crisi. Una migrazione nella migrazione, non la corsa all’oro del Klondike, ma per sopravvivere. 12-15 ore al giorno per 15-18 euro, raccontano le testimonianze. Un prezzo con cui si può sopravvivere solo se non si paga l’affitto di un’abitazione decente. Il sistema della moderna schiavitù agricola non prevede per la forza lavoro neppure le stalle riservate agli animali.
Articolo del 07.01.2010 postato da stradivari (620 letture)



In Breve: MANGANELLATE ALLE DONNE - MILANO. COSÌ GLI SBIRRI FESTEGGIANO LA GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Alle 18,30 una cinquantina di donne, in maggior parte molto giovani, ha partecipato in piazza Cadorna  a Milano (all’ingresso della stazione delle ferrovie Nord) al presidio informativo, organizzato in occasione della giornata contro la violenza sulle donne.
Il presidio ha denunciato la violenza che colpisce in modo particolare le donne immigrate, senza permesso di soggiorno. Queste donne non sono protette da nessuna garanzia legale. Sono vittime di mille soprusi.
Articolo del 26.11.2009 postato da roberto (503 letture)



In Breve: Colpo di Stato : L’Honduras pedina dello scacchiere imperialista

Il 28 giugno 2009 con un intervento militare veniva deposto il presidente Manuel Zelaya assieme ai principali membri del suo governo; Zelaya veniva successivamente espulso in Costa Rica. A Zelaya subentrava un governo de facto con a capo Roberto Micheletti sostenuto dai golpisti; tra i collaboratori di Micheletti Billy Joia Améndola, già fondatore degli squadroni della morte nel corso della guerra fredda, addestrato alla contrainsurgencia negli USA e già inviato nel Cile di Pinochet.

Le condizioni per il golpe si sono attuate quando è stato chiaro che tutti i poteri forti, legislativo, giudiziale, impresari, banchieri, esercito, chiesa cattolica, chiese evangeliche erano contro il governo. Zelaya aveva avviato interventi per uscire dalla crisi economica che andavano contro gli interessi delle grandi imprese honduregne, adottando una linea populista con interventi verso le fasce più basse della popolazione: costruzione di scuole in aree rurali, aumento dei salari minimi, lotta all’analfabetismo, nuovi ospedali; aveva dichiarato l‘intenzione di arrivare ad un‘Assemblea Costituente; aveva cercato appoggi interni non trovandoli, ma ricevendone uno esterno che non poteva passare inosservato, quello di Chávez, che aveva prontamente offerto fornitura di petrolio  a prezzo ridotto e con pagamento dilazionato. Dopo due anni di appoggio al trattato di libero commercio con gli USA, aveva deviato verso i progetti di integrazione economica tra Paesi dell’America Latina come l’Alianza Bolivariana para las Americás (ALBA). Il tutto ha messo in moto la macchina del colpo di stato.

Articolo del 26.09.2009 postato da stradivari (507 letture)



In Breve: INNSE: l’eredità di una lotta
I lavoratori della INNSE di Milano hanno mantenuto il proprio posto di lavoro e battuto l’attacco di un padrone che voleva chiudere una fabbrica competitiva per destinare il suo terreno alla speculazione immobiliare. Nei 15 lunghi mesi di lotta hanno dimostrato non solo dignità di classe e determinazione, ma anche autonomia di giudizio rispetto alle forze della politica parlamentare.
Articolo del 09.08.2009 postato da fda641 (573 letture)



In Breve: Divide et impera antioperaio nel Xingjiang
I sanguinosi disordini nello Xinjiang hanno costretto il premier Hu Jintao ad abbandonare la passerella del G8 e rientrare frettolosamente in Cina per dirigere la repressione. La sua abilità in questo campo, applicata con la stessa determinazione in passato in Tibet, gli ha spianato la strada al potere; e anche stavolta l’ha applicata con la piena approvazione della borghesia di Stato e privata cinese che lo ha espresso e dei cui interessi di classe è interprete ed esecutore. A differenza del Tibet, vecchio cavallo di battaglia utilizzato spesso dall’imperialismo americano ed europeo per mettere diplomaticamente in difficoltà il governo cinese, una “questione nazionale uigura” per ora non è seriamente impugnata da nessuno dei concorrenti internazionali della Cina. I diritti umani in Xinjiang o nelle fabbriche cinesi sono al massimo oggetto di curiosità giornalistica o dell’impegno di singole organizzazioni umanitarie e solo poche minoranze internazionaliste sono oggi consapevoli che il sangue versato in Xinjiang o nel Guandong è il sangue della classe operaia che sta pagando la crisi internazionale anche attraverso lotte fratricide, mobilitata su parole d’ordine razziste secondo un copione vecchio come il capitalismo.
Articolo del 11.07.2009 postato da stradivari (595 letture)



In Breve: Lo scontro interno alla borghesia iraniana mobilita anche una nuova generazione di proletari

La clamorosa vittoria di Ahmadinejad alle presidenziali in Iran e la contestazione da parte di almeno due candidati, Moussavi e Karroubi, del risultato elettorale, ha portato centinaia di migliaia di iraniani nelle piazze, come spesso succede quando lo scontro tra frazioni borghesi si inasprisce e la frazione con minore peso istituzionale tenta la carta rischiosa della mobilitazione di piazza.

La posta in gioco dello scontro interborghese è il controllo di settori chiave come il commercio estero, ma soprattutto l’impiego della rendita petrolifera, finora utilizzata da Ahmadinejad in buona parte per sussidi e pensioni e che invece le frazioni che hanno candidato Moussavi vorrebbero impiegata in investimenti per svecchiare l’ormai obsoleto sistema estrattivo e distributivo di gas e petrolio. Altro terreno di scontro sono il grado di privatizzazione di ampi settori economici ora gestiti dallo Stato e infine scelte diplomatiche che consentano la fine dell’embargo e l’afflusso più consistente di capitali in Iran.

I comunisti non appoggiano nessuna frazione della borghesia, ma cercano di utilizzare le contraddizioni della classe avversaria per accelerare nelle lotte l’organizzazione e la formazione della coscienza di classe nel proletariato.

Articolo del 25.06.2009 postato da stradivari (540 letture)



In Breve: Saluto ai manifestanti di Jaffa

Al diciassettesimo giorno dell'offensiva israeliana contro Gaza i morti sono ormai 900, di cui oltre la metà civili, molti bambini. Un milione su 1,5 milioni di abitanti sono senza elettricità, la metà senz'acqua potabile. Continuano i bombardamenti, anche con proiettili al fosforo bianco.

Israele non ha esitato a sparare su una scuola materna per scovare due presunti combattenti, ha fatto fuoco sui medici che raccolgono i feriti, sugli autisti dell’ONU mostrando disprezzo non solo per la vita altrui, ma anche per le convenzioni internazionali e delle forme. L’essere stati vittime dell’Olocausto è come se non avesse insegnato nulla ai vertici dell’imperialismo israeliano. Ma sarebbe ingenuo pretendere che l’imperialismo abbia una morale.

Articolo del 11.01.2009 postato da stradivari (576 letture)



In Breve: L'IMPERIALISMO ITALIANO non va in vacanza - Aumentati del 30% i finanziamenti delle missioni militari
Aumentati del 30% i finanziamenti delle missioni militari
con l'appoggio entusiasta dell’opposizione

Nel totale disinteresse della stampa, impegnata dall'ultimo scandalo di turno e il tasso di disaffezione elettorale in Abruzzo, il Consiglio dei Ministri italiano ha votato lo stanziamento di 675 milioni di euro per le missioni all'estero, per il primo semestre 2009. Sono il 30% in più dell'anno precedente.

Il governo ha infatti deciso due nuove missioni: una in Somalia contro la pirateria – 114 soldati per 8,7 milioni –, e una in Darfur, con 25 soldati per 5,4 milioni, e un incremento dell'impegno in Afghanistan, dove i soldati italiani passeranno da 2300 a 2800 e saranno collocati non più solo ad Herat e Kabul, ma anche a sud, nell'area di Farah, e dovranno intervenire più attivamente nei combattimenti e nelle missioni aeree.

La Camera ha approvato all'unanimità il provvedimento, trovando presto un'intesa bipartisan, esaltata da Napolitano. Sulla politica estera di fatto non esiste opposizione.

Se ci sono differenze, non è sugli interventi militari, ma sul dosaggio delle alleanze, nello schieramento tra le potenze imperialiste. Alcuni, come i radicali e i dipietristi, ma anche Furio Colombo del PD, criticano Berlusconi perché è eccessivamente allineato con la Russia e non abbastanza filo-americano, e lo ritengono troppo appiattito sulle posizioni di Putin riguardo alla Georgia, mentre vorrebbero un maggior allineamento con la Germania. Anche l'UDC Savino Pezzotta (ex leader della CISL...) vorrebbe un Berlusconi più filotedesco, ma anche un maggiore interventismo italiano in altri teatri, ad esempio Darfur e Congo. Solo i radicali poi spendono qualche parola per denunciare l'accordo firmato dall'Italia con la Libia sulla pelle degli immigrati.

Articolo del 22.12.2008 postato da stradivari (566 letture)




 


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