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Volantini: Dopo i massacri, le truppe ONU. Come gli avvoltoi
Articolo del 26.08.2006 postato da stradivari --> letture 1999

Libano: nuova missione per l'imperialismo italiano
Il governo italiano si appresta ad inviare 3 mila militari in Libano col berretto dell’ONU, mentre non ha ancora ritirato le truppe dall’Irak. Che non si tratti di una missione di pace, ma di influenza imperialista, risulta chiaro dal quadro della situazione.

Nonostante le enormi distruzioni e un migliaio di morti civili, Israele, tra contrasti interni, ha mancato l’obiettivo di smantellare le milizie Hezbollah in Libano, armate dall’Iran.
Iran e Siria cantano vittoria, vedendo aumentato il proprio potere contrattuale, a poco prezzo (a pagare è stato il proletariato libanese).
L’ONU, l’associazione comandata dalle potenze imperialiste, come sempre ha lasciato bombardare le popolazioni civili per un mese, e ha adottato una “risoluzione” ambigua per il cessate il fuoco solo quando è sembrato conveniente a tutte le grandi potenze e allo stesso Israele (che non ha smesso di sparare e di bloccare l’accesso ai porti libanesi, mentre la Siria ha sospeso le forniture di elettricità).
Le potenze europee vedono uno spazio per ristabilire proprie aree di influenza separatamente dagli USA, presentandosi come “pacieri” sotto l’ombrello ONU.
In Italia, la prospettiva di una missione militare indipendente dagli USA e in un’area di vitale importanza economica ha raccolto sia l’approvazione dell’opposizione che l’adesione entusiasta di Rifondazione e PdCI. Il governo Prodi, dopo il ritiro dall'Iraq, prosegue la politica di interventismo militare che ha caratterizzato i governi degli ultimi anni, Berlusconi incluso.
Forse ci si dimentica l’analoga missione dell’82, quando i soldati italiani lasciarono sguarnita l’area dei campi di Sabra e Chatila permettendo il massacro dei profughi palestinesi inermi da parte delle milizie cristiano-maronite, allora appoggiate dalla Siria, sotto il vigile sguardo delle forze israeliane.
Il governo italiano, con la benedizione di russi e israeliani, ha approfittato di un passo indietro della Francia per proporsi alla guida della missione, nell’intento di rosicchiare l’influenza francese nell’area (come già in Irak). Pare dovrà aspettare a febbraio, quando la Francia cederà il comando Unifil.
Le truppe ONU, 6-7 mila da paesi europei, di cui quasi metà italiane, potranno sparare per difendersi... anche preventivamente. Missione di pace con licenza d’uccidere. E i reati che commetteranno in Libano non saranno punibili dalle autorità libanesi.
Stati Uniti e Gran Bretagna e di fatto anche la Germania si tengono le mani libere, con le loro flotte pronte a intervenire.
La partita libanese è parte della più grande partita per il controllo del Medio Oriente giocata, oltre che con l’occupazione dell’Irak, anche col braccio di ferro con l’Iran sul nucleare. Una partita tra le borghesie locali e tra gli imperialismi, in cui USA, GB, Francia, Russia, Cina e Germania, con il convitato di pietra Giappone, usano le ambizioni iraniane per portare avanti ciascuno i propri interessi a scapito degli altri. Una partita infida, a carte coperte, che non mancherà di produrre nuovi massacri.
In palio c’è anche il business della ricostruzione (creato dalle bombe israeliane), che ha già fatto salire alle stelle le azioni delle grandi imprese di costruzione libanesi controllate da sunniti e drusi (il cinismo del capitale: mille morti proletari e un milione di sfollati valgono bene una messe di profitti).
Noi diciamo NO a questa nuova missione imperialista, spacciata per missione di pace. Nessuna missione militare, guidata da destra o da sinistra, potrà tutelare la pace, ma solo gli interessi della borghesia italiana.
Nessuna pace potrà durare finché il Medio Oriente resterà alla mercé degli interessi delle avide borghesie nazionali e degli imperialismi; solo il proletariato, liberato dall’influenza del nazionalismo potrà portare pace lottando per una società senza classi.
Solo una coerente opposizione all'imperialismo del proprio paese, che ne rigetti le missioni militari sia a fianco degli USA che degli europei potrà rafforzare le posizioni internazionaliste.
No alle missioni militari dell'imperialismo italiano, in Libano e altrove!

 
Argomenti trattati:
  • Italia
  • Libano
  • Unione Europea
  • Missioni Militari
  • Nazioni Unite

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