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N░0 Pagine Marxiste - novembre 2003
L'assertivitÓ tedesca


La centralità geografica, economica e politica della Germania ha determinato, determina e determinerà la storia europea; oggi come ieri tutte le vie delle diplomazie europee passano per Berlino, l'imperialismo tedesco condiziona e influenza il movimento del vecchio continente rallentando o accelerandone i ritmi di marcia. “L'Europa gira come gira la Germania”. Se è innegabile la tendenza storica all' unificazione economica e politica del continente europeo, in sede di analisi scientifica la semplice constatazione o la sola individuazione della tendenza medesima non sono sufficienti se non viene contemporaneamente anche individuata la forza reale che può concretizzare tale processo. Definita quindi la tendenza all' unificazione europea, il problema cardine per l'analisi è l' indiv iduazione della forza che può realmente attuare la tendenza in corso.
La nostra analisi ha individuato nella potenza tedesca la forza propulsiva del processo europeo: l'Europa riuscirà a sciogliere il nodo della propria centralizzazione politica solo e nel momento in cui l’imperialismo tedesco avrà la forza per imporre, anche per via pacifica, la sua egemonia sul vecchio continente. Dopo i due primi tentativi compiuti dalla Germania per mano militare, tentativi che hanno partorito le due guerre mondiali imperialiste, lo Stato tedesco sconfitto viene arginato nel quadro strategico di Yalta:

A Yalta non vi è stata una divisione del mondo perchè gli Stati Uniti, che lo avevano conquistato, non dovevano dividerlo con nessuno […] Vi fu una cessione all' Urss dell' Europa orientale e balcanica da parte degli Usa. Questi cedettero un mercato che non era loro ma dell' imperialismo europeo e si tennero tutti gli altri mercati […] Inglobando il mercato europeo orientale l'Urss si sarebbe certamente rafforzata, ma avrebbe dovuto necessariamente difenderlo dalla penetrazione tedesca, […] la resistenza russa […] avrebbe finito con il rallentare lo sviluppo della potenza tedesca e, di riflesso, delle altre potenze europee.1

E' in questo quadro strategico che si pongono le condizioni per un inedito asse tra Francia e Germania e per il rilancio della tendenza alla centralizzazione europea che l'esito della seconda guerra mondiale aveva nuovamente stroncato; alla Francia andò in dote una quota della forza economica tedesca, attraverso la gestione comune di risorse soprattutto tedesche, quali per esempio il carbone e l'acciaio. Tanto più la Germania risorgeva dalla sconfitta tanto più Parigi condizionava il suo appoggio politico ad un trasferi-mento di risorse dalla riva orientale a quella occidentale del Reno; la Francia bilanciava la sua relativa debolezza economica con la forza economica tedesca, mentre l'imperialismo tedesco bilanciava la sua minorità politica, che Yalta gli imponeva, con la relativa forza politica francese.
La bomba atomica francese si univa così al marco tedesco sotto l'ombrello renano e l'asse franco-tedesco diventava una solida base per ogni politica europea e per la nascita delle varie istituzioni comunitarie. Lo squilibrio francese si legava allo squilibrio tedesco in un assetto di equilibrio posto al centro dell' Europa. Se l'asse renano era figlio degli equilibri politici stabiliti a Yalta, con la cesura storica del 1989-1991 si ha l'esaurimento politico di quegli assetti; il crollo dell'Urss e la riunificazione tedesca annullano alcuni dei presupposti dell'alleanza franco—tedesca, la Germania bilancia la sua forza economica recuperando territorio e pienezza politica, ma nel contempo sbilancia il suo rapporto con Parigi.
Il nuovo equilibrio tedesco determina lo squilibrio renano.
Il rapporto Parigi-Bonn diventa il rapporto Parigi- Berlino, la Germania rafforza l'elemento prussiano a scapito di quello renano e rafforza la direttrice orientale a scapito della direttrice occidentale.
In un contesto geopolitico così profondamente mutato permane l'esigenza francese di contenere la forza tedesca: Edouard Balladur (ministro francese dell’Economia e delle Finanze sotto il governo Chirac dal 1986 al 1988) lancia l’idea di una moneta unica europea per mezzo della quale poter privare i tedeschi del simbolo principe della loro potenza, il marco, facendone condividere la forza con tutti gli Stati dell’Unione.
Attraverso la moneta unica europea la Germania riesce a far accettare la propria unificazione politica e la Francia riesce da un lato a contenere l'egemonia economica della Germania in Europa e dall'altro a sfidare l'egemonia del dollaro nel mondo. L'euro è il prezzo che l'imperialismo tedesco deve pagare per la propria unificazione ma anche un'ulteriore dimostrazione di come interessi particolari, differenti o contrastanti possano a volte convergere determinando e producendo un salto qualitativo in un processo, quale la moneta unica nel processo europeo.
I cambiamenti avvenuti con la fine di Yalta cambiano la Germania: l'imperialismo tedesco sembra libero ormai di giocare su più tavoli, il rafforzamento della direttrice orientale, non più arginata dal contenimento politico-militare russo, permette più opzioni all'esterno e contemporaneamente accentua lo scontro all'interno nella scelta e nella definizione di tali opzioni.
Il minor condizionamento nei confronti di Parigi viene sancito nelle elezioni politiche del 1998 : dopo 16 anni di ininterrotto potere il Cancelliere democristiano Helmut Kohl, massima espressione politica della relazione renana, viene sostituito dalla coalizione rosso-verde guidata dal socialdemocratico Gerhard Schröder. Berlino allenta il rapporto con Parigi e sembra muoversi più liberamente ponendosi al centro dei rapporti triangolari con Francia e Gran Bretagna. La Germania si dimostra più assertiva in Europa ma non solo; le elezioni politiche del 2002 vivono una campagna elettorale fortemente caratterizzata da tematiche di politica estera, in relazione alla possibilità che gli Usa attuino una guerra preventiva nei confronti dell' Iraq si discute del rapporto con Washington. Le due coalizioni si contrappongono anche e soprattutto su questo tema e a vincere la tornata elettorale sarà ancora la coalizione rosso-verde, guidata dal Cancelliere Schröder e dal ministro degli Esteri Joschka Fischer, che si dichiara contraria ad una nuova guerra del Golfo e che si fa portavoce di un rapporto con gli Usa meno vincolante: l'assertività tedesca varca l'oceano. L'imperialismo tedesco utilizzerà l'ideologia del pacifismo quando la guerra all'Iraq diverrà evento reale per attuare una politica più libera nei confronti di Washington; l'atteggiamento di ostilità nei confronti della guerra del Golfo riavvicina Berlino a Parigi , l'asse francotedesco sembra riacquisire nuovo vigore unendosi in contrapposizione alla politica estera statunitense. L'asse renano si ripresenta così con forza sulla scena imperialistica, non solo europea ma anche mondiale, ma con caratteristiche profondamente differenti rispetto all'edizione in vigore con Yalta. L'unificazione tedesca ha sbilanciato il rapporto con Parigi a favore di Berlino, oggi l'asse sembra maggiormente influenzato dalla forza tedesca e in virtù di questo pare più corretto definirlo un asse tedesco-franco.
La possibilità di muoversi nella contesa imperialistica in maniera meno vincolata e di scegliere più liberamente tra più opzioni e tra direttrici economiche alternative, ha prodotto all'interno del sistema politico tedesco cambiamenti, non solo formali, dovuti ad una radicalizzazione dello scontro interno. Il sistema politico tedesco si era caratterizzato sotto Yalta in un sistema bipolare mitigato dalla funzione del terzo partito, storicamente sostenuta dal partito liberale: la FDP, il partito di potenti frazioni industriali e finanziarie della borghesia tedesca, agiva come ago della bilancia determinando le coalizioni governative, esercitando un ruolo correttivo e condizionante nella compagine governativa e garantendo continuità politica nella discontinuità delle alleanze di governo. Il quadro del dopo unificazione sembra anche da questo punto di vista essersi profondamente modificato, lo scontro politico è ora realmente bipolare, la funzione del terzo partito pare essere scomparsa e la contesa si esplica nel confronto tra due coalizioni più unite al loro interno e più distanti tra loro.
Per la Germania è arrivato il momento delle scelte.



1. Arrigo Cervetto, La vera spartizione del mondo tra Urss e Usa”,
«Lotta Comunista» n° 29-30, settembre-ottobre 1968




A.G.

Pubblicato su: 2004-11-12 (2063 letture)

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