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N29 Pagine Marxiste - Febbraio 2012
Nascita e morte di un partito rivoluzionario. Il Partito Comunista Internazionalista (1943-1952)
letture e recensioni



Sono passati trent’anni da quando veniva aperto il primo varco nel muro di silenzio, calunnie, censura costruito dallo stalinismo per impedire la diffusione della storia della sinistra comunista italiana. In trent’anni una serie di pubblicazioni - spesso autoprodotte – controinchieste, articoli hanno riportato alla luce la storia della nostra corrente: era la talpa rossa che scavava, dando un fondamentale contributo per demolire le falsificazioni agiografiche, ovvero la storia “ufficiale”, degli intellettuali provenienti dalla scuola togliattiana, e che disponevano di ben altri mezzi. Occorreva, in particolare, scandagliare gli anni dalla seconda guerra mondiale in avanti, e, davvero, bisognava “fare in fretta” perché gli “ultimi”, che avevano vissuto la difficile e tormentata fase della nascita  del Partito Comunista Internazionalista se ne stavano andando; rintracciarli, convincerli a raccontare ed a testimoniare per le nuove generazioni di rivoluzionari non era affatto facile né scontato. Spesso furono proprio le testimonianze di questi battaglieri compagni a colmare le lacune e le zone d’ombra dei documenti, delle schede segnaletiche, della stampa.
Uno di quelli che in questi decenni ha “scavato” senza tregua in tal senso è proprio l’autore di questa nuova pubblicazione, che analizza il decennio cruciale di attività del PCInt, dalla nascita in pieno conflitto (fine ’42) fino alla scissione del ’52.
Il libro restituisce lo spazio che meritano a singoli militanti, sezioni, nuclei di fabbrica che davvero ebbero un ruolo nelle lotte operaie del secondo dopoguerra, scontrandosi frontalmente col PCI. Più d’uno di questi militanti era un “comunista dal ‘21”, e dopo Lione aveva proseguito la militanza nella Frazione all’estero. Scontata, per questi compagni, l’adesione al PCInt, vista come la naturale prosecuzione del PCdI. I proletari contattati dalle sezioni in cui essi erano attivi, ritrovavano i protagonisti della prima opposizione al fascismo nascente, spesso temprati da anni di galera e confino.
In quegli anni di fortissimo scontro di classe, il PCInt fu l’unica organizzazione che tentò di dare uno sbocco rivoluzionario alle lotte operai e contadine, mentre i partiti dell’unità nazionale si coalizzavano per reprimere e soffocare quelle lotte. Non sempre il partito fu all’altezza del difficilissimo compito, ed anche questi limiti sono ben analizzati nel testo.
Nello scontro col PCI il PCInt lasciò sul terreno alcuni dei suoi militanti migliori, e non è affatto casuale che, dopo più di 65 anni, quei delitti siano rimasti impuniti.
Il Piano Marshall, la vittoria della DC ed il conseguente rinculo massimalista del PCI contribuirono a marginalizzare l’azione degli internazionalisti, fino a quando, nel 1952, le contraddizioni e gli scontri interni portarono alla nota scissione, la prima di una serie infinita, a tutt’oggi non è terminata, che caratterizza ciò che rimane dei gruppi “bordighisti”.
A noi resta una storia di cui dovevamo a tutti i costi riappropriarci, al fine di imparare dagli errori ma soprattutto di valorizzare e conoscere l’esperienza del comunismo rivoluzionario in Italia. Da sempre dedichiamo alla storia di classe ed alla memoria militante le nostre energie e risorse. In tal senso segnaliamo ai nostri lettori questo libro. 
AP

Autore
DINO ERBA

Titolo
Nascita e morte di un partito rivoluzionario. Il Partito Comunista Internazionalista (1943-1952)

All’Insegna del Gatto Rosso, Milano, 2012
Pagine 300. € 20, comprese le spese di spedizione.

Richiedere a: dinoerba@libero.it







Pubblicato su: 2012-02-06 (1302 letture)

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