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In Breve: Documento sul Governo Monti del Laboratorio Politico Iskra
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Riportiamo un documento dei compagni del Collettivo Politico Iskra di Napoli sul governo e la nuova fase politica.
In questo documento, come Laboratorio Politico Iskra abbiamo tentato di analizzare gli ultimi avvenimenti e cambiamenti sulla scena politica nazionale e internazionale legati alla crisi sistemica che il capitale sta attraversando. Dalle considerazioni che seguono emerge a nostro avviso la necessità di rilanciare il tema dell’organizzazione autonoma di classe sia come strumento politico per riaprire una prospettiva di superamento dell’esistente, sia come punto di riferimento per le lotte, per il loro collegamento e il loro ampliamento: un’esigenza che si rende giorno dopo giorno sempre più necessaria.
Speriamo che la lettura di queste righe riesca nel suo intento di spingere tutti i compagni dell’area comunista e anticapitalista ad avviare una riflessione sui compiti immediati che la fase ci impone.
Berlusconi cade ma non si festeggia.
Dopo anni di scontri e di perenne conflittualità tra le due frazioni della borghesia nostrana, alla fine le élites finanziarie e le lobbies legate al grande capitale europeo hanno prevalso, forse definitivamente. Laddove non è riuscita ad arrivare la mobilitazione di classe, sono arrivati i veri rappresentanti del potere capitalistico. Ironia della sorte, a far cadere Berlusconi e a mettere in sella Mario Monti, presentato ai quattro venti come l’uomo della provvidenza e novello salvatore della patria, sono gli stessi che hanno portato l’economia mondiale sull’orlo del baratro.
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Volantini: Nessuna unione nazionale - Lotta di classe contro la stangata del capitale
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Nessuna unione nazionale
Lotta di classe contro la stangata del capitale
Anche Berlusconi se ne è accorto: i veri padroni sono loro, i “mercati finanziari”, “gli speculatori”, il capitale internazionale, impersonale. Come le acque degli oceani che incessantemente si travasano seguendo le leggi delle maree, così i capitali sono attratti dagli alti profitti e interessi, e al minimo sentore di rischio fuggono verso lidi più sicuri.
Non appena la Germania ha insistito perché anche gli investitori privati – a partire dalle banche e i loro clienti – partecipassero al rischio del salvataggio dei titoli di Stato greci (ma il grosso del fardello lo stanno pagando i lavoratori greci) gli squali dei mercati sono fuggiti come lepri dai titoli di Stato dei paesi europei “a rischio”, tra i quali anche la Spagna e l’Italia. I loro valori sono crollati e i tassi richiesti per prestare soldi allo Stato italiano e spagnolo sono saliti a 3-4 punti sopra quelli dei titoli tedeschi, raddoppiando il costo del nuovo debito pubblico.
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Volantini: A Londra è esplosa la rabbia dei senza futuro
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A Londra è esplosa
la rabbia dei senza futuro
Le rivolte di Londra seguite all’uccisione di un uomo di colore da parte della polizia, divampate in numerosi quartieri della città e che si sono propagate a Birmingham, Liverpool, Bristol, Manchester e altre città, sono l’espressione di tensioni sociali esplosive, acuite dai comportamenti razzisti e persecutori della polizia e dal peggioramento delle condizioni dei giovani proletari, disoccupati a causa della crisi, e privati di ogni supporto dai tagli al bilancio, esclusi dalla possibilità di continuare gli studi dal triplicamento delle tasse universitarie. E già contro queste tasse a primavera si erano svolte agguerrite manifestazioni studentesche.
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Volantini: Libia e Afghanistan Lavoratori contro la guerra
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“Adesso in Libia l’Italia bombarda più di tutti gli altri” – titola La Stampa dell’11 giugno – e precisamente il 30% dei raid alleati in Libia (ormai quasi 12 mila) è effettuato da aerei italiani. Di fronte a questo dato stride il silenzio delle piazze italiane – come se con l’acqua pubblica, il nucleare fuori della porta e qualche sindaco di centro-sinistra, sulla guerra si potesse lasciar correre.
Molte sono le ragioni per cui occorre organizzare una diffusa opposizione alla guerra – alle guerre – dello Stato italiano.
Hanno detto che era una missione umanitaria per proteggere la popolazione civile – in realtà si contano a centinaia i morti civili sotto le bombe alleate.
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In Breve: Bombardamenti di pace e portaerei umanitarie?
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Ha fatto scalpore la notizia riportata dal Guardian del 9 maggio secondo il quale un'imbarcazione partita dalla Libia e andata alla deriva non è stata soccorsa nemmeno dopo essere stata avvistata da una grande portaerei della NATO.
Il fatto che la versione on-line del Guardian corregga leggermente la versione (non più un'unità della NATO, ma semplicemente europea) non cambia affatto la questione: una nave da guerra che era sul posto "per soccorrere il popolo libico" ha lasciato morire di fame e di sete 62 delle 72 persone a bordo.
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Volantini: Primo maggio: coi lavoratori del Nordafrica Per il diritto all'immigrazione Contro le guerre dell’imperialismo italiano
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Dalla sua nascita, il 1° maggio è sempre stato la giornata di lotta dei lavoratori di tutto il mondo.
Questo giorno ha sempre incarnato sia la loro battaglia per migliori condizioni di lavoro, sia la loro unione come classe sociale con gli stessi bisogni e gli stessi interessi al di là di ogni differenza nazionale.
Questo 1° maggio vede l'Italia partecipare ai bombardamenti in Libia.
Per anni l'Italia ha sostenuto Gheddafi col quale ha fatto ottimi affari, gli ha venduto armi (forse le stesse usate oggi nella guerra civile!), vi ha intrecciato il propri interessi imperialisti per avere la parte del leone sia nelle forniture di petrolio e di gas, sia nella ricca torta delle commesse libiche, e per recepire capitali per grandi imprese e banche che operano in tutto il mondo. Non tutti i governanti gli hanno baciato la mano in pubblico, ma tutti – a destra come a sinistra – gliel'hanno stretta calorosamente.
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Volantini: Libia: contro l’intervento, per la rivoluzione
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La rivolta dei popoli del Nordafrica e Medio Oriente ha cacciato i tiranni di Tunisia ed Egitto, ma la brezza della libertà potrebbe avere vita breve, perché il potere resta in mano agli eserciti, armati dagli imperialisti, che avevano espresso e sorretto i tiranni. In Bahrein il sultano ha chiamato le armate reazionarie d’Arabia
come un tempo i tiranni d’Europa chiamavano le armate dello zar. Nello Yemen solo ieri la polizia ha ammazzato 41 manifestanti. In Algeria, Marocco, Giordania la repressione non ha posto fine alle proteste.
In Libia la rivolta ha trionfato in Cirenaica, ma da Tripoli, dove ha raddoppiato gli stipendi, il tiranno Gheddafi ha lanciato l’offensiva per la riconquista.
Ora le grandi potenze lanciano una nuova “guerra umanitaria”. Come contro la Serbia, contro l’Iraq e l’Afghanistan l’ONU serve come foglia di fico per coprire i loro sporchi interessi, che in Libia si chiamano petrolio e gas. L’iniziativa è partita da Francia, Gran Bretagna e USA, che hanno visto l’occasione per scalzare il predominio italiano sull’ex colonia, come già avevano fatto dopo la Seconda Guerra Mondiale.
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Tra coccarde, fanfare, liturgie, ideologismi
e strumentalizzazioni elettoralistiche
si ricompone il quadro di una commemorazione di classe.
Una coccarda rosso sangue!
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11 marzo - 15 aprile - 6 maggio……
La moltiplicazione degli scioperi e dei sindacati.
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Volantini: W la lotta del proletariato egiziano e tunisino!
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Come un vulcano, il Nord Africa esplode: prima l’Algeria, la Tunisia, e ora l’Egitto coi suoi 80 milioni di abitanti, in gran parte giovani. Le masse proletarie di lingua araba insorgono contro regimi oppressivi, contro disoccupazione, salari di fame e prezzi in aumento; contro la crescente ineguaglianza tra una borghesia sempre più ricca e una povertà diffusa.
Da una parte una enorme ricchezza concentrata in poche mani, spartita fra pochi clan, e dall’altra masse di giovani (oltre 15 milioni tra i 15 e i 24 anni) senza futuro, istruiti e in buona parte disoccupati, o destinati a lavori malpagati, con la sola alternativa dell’emigrazione verso i cantieri edili e le fabbriche d’Europa.
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Volantini: W la lotta del proletariato egiziano e tunisino!
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Come un vulcano, il Nord Africa esplode: prima l’Algeria, la Tunisia, e ora l’Egitto coi suoi 80
milioni di abitanti, in gran parte giovani. Le masse proletarie di lingua araba insorgono contro
regimi oppressivi, contro disoccupazione, salari di fame e prezzi in aumento; contro la crescente
ineguaglianza tra una borghesia sempre più ricca e una povertà diffusa.
Da una parte una enorme ricchezza concentrata in poche mani, spartita fra pochi clan, e dall’altra
masse di giovani (oltre 15 milioni tra i 15 e i 24 anni) senza futuro, istruiti e in buona parte
disoccupati, o destinati a lavori malpagati, con la sola alternativa dell’emigrazione verso i cantieri
edili e le fabbriche d’Europa.
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In Breve: Con la lotta dei lavoratori immigrati
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Gli scioperi degli operai immigrati delle cooperative in Lombardia, il presidio davanti alla prefettura e poi la gru a Brescia, la salita sulla torre e il presidio permanente sotto la torre di via Imbonati a Milano… Il movimento dei lavoratori immigrati in Italia, facendosi varco tra mille difficoltà, sta compiendo i suoi primi passi importanti sulla strada dell’autorganizzazione nella lotta per i diritti e le condizioni di vita.
I compagni di Combat salutano la nascita di questo movimento e lavorano perché esso si espanda e abbia successo.
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Volantini: Sciopero dei lavoratori italiani e immigrati uniti!
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Oggi 29 ottobre il Comitato Immigrati in Italia ha proclamato una giornata nazionale di lotta con manifestazioni dei lavoratori immigrati a Milano, Firenze e Roma; una parte importante dei Sindacati di Base (CUB, SLAI-COBAS, SI-COBAS) ha sostenuto la giornata proclamando uno sciopero nazionale.
Gli obiettivi immediati riguardano i lavoratori immigrati:
- il permesso di soggiorno a chi ha fatto la domanda (pagando 500 euro + contributi) per la “sanatoria badanti” anche se è stato truffato;
- il prolungamento del permesso di soggiorno per chi rischia di tornare clandestino con tutta la famiglia perché ha perso il lavoro nella crisi (sono già 280 mila secondo il governo);
- la possibilità di regolarizzarsi denunciando chi sfrutta gli immigrati in nero;
- una legge per il diritto di asilo ai rifugiati che fuggono guerra e repressione, contro i respingimenti.
- La cittadinanza a chi nasce o cresce in Italia e il diritto di voto dopo 5 anni di permanenza in Italia.
Queste rivendicazioni (cui la CGIL aveva dato in un primo momento la propria adesione, per poi ritirarla) sono sacrosante e sono nell’interesse di tutti i lavoratori, anche italiani e immigrati con permesso di soggiorno. Vanno a nostro parere integrate nella più generale rivendicazione del permesso di soggiorno per tutti i migranti.
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In Breve: 25 SETTEMBRE 1950 - 2010 RICORDIAMO IL COMPAGNO SERGIO SALVADORI, MARTIRE PROLETARIO VITTIMA DELLA GIUSTIZIA BORGHESE
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Sessant'anni fa moriva nel carcere di Parma il compagno Sergio Salvadori, 28 anni, imprigionato innocente con l'accusa di favoreggiamento nell'omicidio di un marchese agrario fascista.
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In Breve: 10 LUGLIO 1945-10 LUGLIO 2010 65 ANNI FA GLI STALINISTI UCCIDEVANO IL COMPAGNO MARIO ACQUAVIVA
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Casale Monferrato, 10 luglio 1945, ore 18 circa. Sul cavalcavia della stazione un impiegato, uscito dal lavoro dalla vicina azienda chimica Tazzetti diretto alla stazione per rientrare ad Asti, viene avvicinato da un uomo in bicicletta che, accertatosi della sua identità, gli spara sei colpi di pistola. Dileguandosi assieme ad un complice, lo sparatore grida “E’ un fascista! E’ un fascista!”. Trasportato moribondo in stazione, si scopre ben presto che il fascista in questione in realtà è Mario Acquaviva, comunista da sempre, dirigente del Partito Comunista Internazionalista.
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Volantini: POMIGLIANO : L’ ARROGANZA, L’ INFAMIA, LA VERGOGNA.
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Fiat di Pomigliano d’Arco (NA). Firmato l’accordo che segna lo spartiacque delle “nuove relazioni industriali”. D’ora in avanti ogni impresa potrà arrogarsi il diritto di ricattare i propri lavoratori (quelli rimasti): o accettate le mie piattaforme o chiudo.
Dopo aver ricevuto, da governi di ogni colore, sovvenzioni pubbliche a iosa, appoggi politici di ogni tipo, incentivi, ruffianismi sindacali di ogni provenienza, la Fiat mette una pietra tombale ai Contratti Collettivi di Lavoro ed al diritto di sciopero.
Più turni di lavoro, meno pause, più straordinari obbligatori, limitazione del diritto di sciopero e del pagamento della malattia. Un pacchetto da prendere tutto insieme o da lasciare.
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In Breve: I proletari palestinesi nella morsa della borghesia israeliana e non solo...
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Israele ha respinto nel sangue la “flottiglia” che voleva portare aiuti umanitari e materiale edilizio a Gaza. La Turchia, la Francia la Spagna e la Grecia “condannano”, la Gran Bretagna e l’Italia “deplorano”, la Cina è “scioccata”, gli USA provano “rincrescimento” … L’ONU borbotta …
Noi comunisti non ci associamo a nessuna di queste linee imperialiste. I “pacifisti” ammazzati dagli israeliani, le migliaia di palestinesi massacrati da Israele (una pozza nel mare di sangue che ha inondato il Medio Oriente negli ultimi decenni) sono pedine di giochi molto più grandi di loro. La condanna e la lotta non deve fermarsi a Israele, ma coinvolgere tutto il sistema delle potenze, regionali e mondiali, per le quali la questione palestinese è solo un pretesto da usare cinicamente per i loro sporchi interessi.
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In Breve: GIOCHI DI GUERRA - I NAZIONALISTI STRILLANO, GLI INTERNAZIONALISTI TACCIONO. FINO A QUANDO?
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riceviamo e volentieri pubblichiamo
d.e.
Non ci vuol molto a capire che con la brutale aggressione al convoglio pacifista “Freedom Flotilla” Israele vuole internazionalizzare il conflitto. Per capirci, Israele intende provocare una guerra generalizzata, che gli consenta di superare la situazione di stallo in cui è caduta in questi ultimi anni.
Di fronte all’aggressione, la Turchia non potrà restare con le mani in mano, l’Iran neppure e gli Usa non staranno a guardare ... E che cosa fa l’Italia? Che in Libano ha già un po’ di soldatini... Nell’attesa, i vari nazionalismi scendono in campo, per preparare i futuri schieramenti bellici.
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50 ANNI FA (APRILE 1960), MORIVA MARIO NOE', MAGNIFICA FIGURA DI COMBATTENTE RIVOLUZIONARIO
MILITANTE DI AZIONE COMUNISTA
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In Breve: GLS di Cerro al Lambro - Manganellate contro gli operai a difesa dello sfruttamento nell’illegalità
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Ieri notte (12-13 febbraio) vi è stato il secondo sciopero alla GLS di Cerro al Lambro (logistica), da parte degli operai, al 100% immigrati.
Un folto gruppo di attivisti, tra cui operai immigrati di altri magazzini, ha dato manforte ai lavoratori GLS, formando un picchetto di un centinaio di persone per bloccare i TIR come già la scorsa settimana.
Questa volta squadre antisommossa di polizia e carabinieri hanno aggredito i partecipanti al picchetto a manganellate, provocando lesioni in testa a molti, e mandandone uno all’ospedale.
Non è strano che le “forze dell’ordine” vengano usate per infrangere la resistenza operaia, a sostegno degli interessi padronali; è sempre avvenuto e sempre avverrà, specie quando il movimento operaio è debole, finché lo Stato sarà l’espressione della classe dominante.
MA vogliamo far notare: qui lo Stato interviene a difesa di chi lo truffa quotidianamente, pagando in nero buona parte delle ore lavorate, evadendo imposte e contributi per milioni di euro. Il sistema nazionale della logistica è stato dato in appalto a centinaia di cooperative che sono in realtà associazioni a delinquere oltre che a sfruttare.
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